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Sprint finale in piazza Libertà: si lavora ai nuovi marciapiedi

  • 16 ago 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Prevista a febbraio la fine del lifting iniziato nell’autunno 2018. Da completare  il lato verso la Soprintendenza e la Stazione. Ed è pure arrivata la prima pensilina.


Se l’inverno non si dimostrerà inclemente, piazza Libertà, il grande spazio davanti alla Stazione centrale, avrà concluso il suo lifting in febbraio. Enrico Cortese, il manager comunale dedito alle scuole ma che continua a seguire la riqualificazione della piazza, conferma la previsione già formulata a fine novembre, perchè il barometro dei lavori in corso - con tutti gli scongiuri del caso - è rassicurante. L’ultimo mini-cantiere è stato aperto proprio davanti all’ingresso di Centrale, per l’ampliamento del marciapiede: un’opera che, per non ostacolare l’accesso all’atrio, è stata spalmata su due tempi.




Ma gli stralci da completare sono ancora diversi, il più consistente dei quali riguarda il cosiddetto lato Kalister-Economo (soprintendenza): i lavori si stanno svolgendo sia dalla parte della piazza che su quella dirimpetto dove si erge il palazzo Kalister voluto dal ricco imprenditore sloveno e disegnato - probabilmente - da Giovanni Scalmanini nell’ultimo scorcio dell’Ottocento. Nel tratto di via Miramare pressato dal cantiere la carreggiata resta ristretta. Il sottopassaggio tra la piazza e la stazione - dice Cortese - è a buon punto tant’è che è già possibile scorgere l’imbocco rinnovato della scala.


Finalmente una - dicasi una - pensilina nel terminal bus! Novità insperata, ma sotto Natale sono tutti buoni, anche Clear Channel che, con tutta calma, ha fornito il primo box, piazzato sul marciapiede del Silos dove possono trovare riparo gli utenti di tre linee. Ma ne mancano ancora molte di pensiline, dopo che in agosto il terminal è stato inaugurato, e la speranza vuole che da qui alla fine del mandato giuntale i venditori di ombrelli non si arricchiscano.


Se gli auspici meteo non smentiranno l’ingegner Cortese, a febbraio resterà solo l’enigma Tripcovich a dipingere di giallo il futuro della piazza. Riuscirà Dipiazza a radere al suolo l’autostazione riciclata in teatro e a traslocare in sua vece la statua dell’imperatrice Elisabetta scolpita da Franz Seifert, riammessa in piazza nel 1997 (era Illy) avendo Carla Fracci come madrina? Oppure no? E, in verità, anche l’infinita storia del Silos ambirebbe a una parola definitiva.


Comunque, una cosa alla volta. Se l’appuntamento di febbraio non subirà variazioni, vorrà dire che un restyling atteso dal 30 giugno 2004 è stato finalmente realizzato. I lavori sono iniziati nell’autunno 2018 a cura di un cartello di aziende composto da Mari&Mazzaroli, Rosso, Riccesi.


 
 
 

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