Riccesi punta su Porto vecchio, Bruni “loda” le detrazioni fiscali
- 16 ago 2020
- Tempo di lettura: 2 min
Il comparto dell’edilizia triestina tira un sospiro di sollievo. Dopo anni di profonda crisi che aveva falcidiato il settore facendo fallire decine di imprese e mettendone in ginocchio anche società molto importanti, gli ultimi dati della Camera di Commercio delle Venezia Giulia lasciano intravvedere una via d’uscita.
Bruni evidenzia come la nostra regione sia la seconda in Italia, in proporzione al numero degli abitanti, per quando concerne l’utilizzo delle detrazioni fiscali. «Un lavoro pagato in nero è privo di garanzie, - osserva - l’utilizzo del contante è ormai strettamente sorvegliato, qualsiasi danno non è dimostrabile, c’è un rischio incredibile in caso di infortunio, e si perde il 50 per cento di detrazione».
A confermare quanto le detrazioni fiscali in materia di edilizia stiano avvantaggiando le imprese è anche il vicepresidente regionale dell’Associazione nazionale costruttori, Donato Riccesi, che però guarda con minor entusiasmo a certi dati. «È vero che il bilancio tra aperture e chiusure delle imprese è pari a +12 aziende edili , - osserva – ma non ci sono gli stessi dati in termini di addetti nel comparto. Aprono sì nuove aziende, ma bisognerebbe valutarne la struttura: Trieste ha molte imprese che si occupano di ristrutturazioni ma pochissime sono importanti e strutturate per affrontare l’intero capitola delle costruzioni».
Riccesi riconosce un centro fermento nel settore, «grazie anche ad un incremento dei bandi pubblicati dal Comune di Trieste per lavori anche di media importanza, ma continuano a mancare i grandi cantieri. Sopra i 10 milioni di euro, in questo momento, considerando che il cantiere di Cattinara è bloccato e la Piattaforma logistica è in via di completamento, resta solo il nuovo Centro congressi, e anche quello in via di completamento».




Commenti